In attesa di dare il via al Piano di smaltimento dei rifiuti, che prevede moderni metodi di trattamento, il 3 febbraio a Marcianise, in provincia di Caserta, è stata organizzata una sfilata di cittadini, alla quale hanno preso parte anche le Chiese locali, per protestare contro la stazione di trasferenza che sta per essere attivata in zona. “Il Governo non può penalizzare sempre certe aree bellissime, ma marginali, destinandole alla raccolta di pericolosi rifiuti. Così si rovina il paesaggio e si mette a rischio la salute della gente – dichiara al Sir mons. Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta -. È giusto, pertanto, che gli abitanti di Marcianise si oppongano a vedere trasformata la loro città in un parcheggio dei rifiuti di Napoli e di Salerno”. L’invito di mons. Nogaro consiste nel “dividere le responsabilità ed i pesi”: “Bisogna studiare un piano e razionalizzare un metodo d’intervento in modo da non svantaggiare nessuno. Il Governo, locale, regionale, nazionale, deve intervenire per garantire il benessere comune”. Anche mons. Beniamino Depalma, arcivescovo di Nola, ricorda che “compito della Chiesa è aiutare i cittadini a prendere coscienza dei propri diritti. Qui da venti anni arriva immondizia da circa 80 comuni dell’hinterland napoletano. Ci sono già tre discariche, ora ne vogliono aprire altre due, senza tener conto che l’aria è già irrespirabile e si registra una crescita di tumori spaventosa”. Per l’arcivescovo di Nola, si tratta, dunque, di un grave problema ecologico. “La Chiesa – sottolinea – da un lato invita la gente a reagire nei giusti modi con una protesta pacifica e signorile, dall’altro cerca di aiutare i responsabili regionali a rispettare l’ambiente. Non è creando un’altra discarica che si risolve il problema, ma tenendo conto dei nuovi modi sperimentati per raccogliere ed eliminare i rifiuti”.