Si è concluso oggi a Roma il secondo incontro dei cappellani etnici, promosso dalla Fondazione Cei Migrantes. Cinque i coordinatori nazionali già nominati (Vietnam, Sri Lanka, India, Filippine, Ungheria), quattro gli incaricati provvisori, chiamati ad essere strumento di integrazione per gli oltre 407.000 immigrati di religione cattolica sparsi sul territorio italiano.” “”Se le dichiarazioni programmatiche sono chiare – “Nella Chiesa nessuno è straniero” è il titolo di una guida di Migrantes – è necessario passare dalle dichiarazioni ai fatti” dice mons. Luigi Petris, direttore della Fondazione: “c’è oggi il pericolo di cadere nella tentazione dell’isolamento e della chiusura, ma non è possibile negare il diritto ad una pastorale specifica. L’integrazione è però un processo lento, da attuare nella libertà dei singoli e dei gruppi. E’ sbagliato tanto forzarla quanto impedirla.” “”La creatività pastorale, unita alla pazienza ed alla saggezza – aggiunge Petris – sono i primi strumenti dei cappellani etnici. Sono ancora attive nel mondo 280 missioni italiane: ora è necessario dare agli stranieri sul nostro territorio quanto è stato richiesto ed ottenuto per i nostri connazionali in emigrazione”.” “I coordinatori nazionali saranno presentati con una lettera ai Vescovi “perché la collaborazione con la diocesi in cui le comunità si incontrano è il primo passo per un’attività pastorale efficace e capillare”. ” “