Dopo la Caritas di Torino e la Rete d’urgenza contro il razzismo, anche la Federazione Servizi civili e sociali, Scs/Cnos, promossa dai Salesiani in Italia, aderisce all’appello “per i minori stranieri e per tutti noi”. A darne notizia è la stessa Federazione che chiede “ai Ministeri competenti, in special modo a quello dell’Interno e al Dipartimento Affari Sociali, di modificare le disposizioni attualmente in vigore nei confronti di minori immigrati che di fatto si trovano impossibilitati a procedere in percorsi di integrazione sociale in Italia”. ” “Alcuni percorsi di integrazione, dichiara il presidente nazionale don Domenico Ricca, “malgrado gli ottimi risultati raggiunti, sono stati però completamente bloccati da recenti disposizioni del Ministero dell’Interno, che mirano esplicitamente ad impedire in ogni modo l’integrazione dei minori stranieri non accompagnati”. Nel suo appello la Federazione chiede “di modificare le disposizioni che non consentono a questi minori di lavorare; prevedono che, al compimento dei 18 anni, il permesso di soggiorno venga revocato ed essi siano quindi espulsi; prospettano il rimpatrio dei minori come soluzione tendenzialmente generale, trasformandolo di fatto in un’espulsione mascherata”. ” “