La riforma dei cicli così come è stata presentata ieri dal ministro della Pubblica Istruzione, Tullio De Mauro, nasce dalla “fretta”, risente dell’attuale clima elettorale, rischia di ridurre la scuola “a fabbrica di conoscenze e competenze”. E’ quanto scrive Alberto Campoleoni, esperto di scuola, commentando per il Sir le proposte avanzate dalla maxi Commissione di esperti nominata per dare il via alla riforma dei cicli. “I due problemi di fondo che l’opera di riforma della scuola continua a portare con sé – osserva Campoleoni – restano la fretta e il pregiudizio. Li abbiamo denunciati più volte: un’operazione culturale di grande portata come quella avviata con la riforma dei cicli si è purtroppo ridotta in tempi stretti e pressati da urgenze di fine legislatura. Inoltre, lo sguardo sereno e il più possibile ‘super partes’ che sarebbe stato auspicabile e necessario per una questione che ha che fare con il bene comune e il futuro delle giovani generazioni, è stato ben presto sostituito dal pregiudizio ideologico, trasformando ogni questione scolastica in terreno di confronto elettorale. Con il risultato di incancrenire posizioni e disperdere risorse”. Entrando nel merito delle proposte avanzate dalla Commissione di esperti, Campoleoni scrive: “la scuola che disegnano gli indirizzi curricolari, in realtà, non è tanto diversa da quella che già esiste. Molto di quanto viene suggerito è già nella prassi comune dei singoli istituti”. L’esperto esprime infine una preoccupazione: “è quella – osserva – dell’educazione. Si teme, semplificando, che la scuola venga ridotta a ‘fabbrica’ di conoscenze e competenze, che le sfugga, in ultima analisi, un orientamento valoriale”. Il rimedio? “Non credo che ci siano antidoti – conclude il notista – se non quello di mantenere alta la tensione sul tema dell’educazione e in particolare dell’educazione scolastica”. ” “” “