Nelle parrocchie, è “decisiva” la “comunione presbiterale” e la capacità di “ascolto del popolo di Dio” in “tutte le occasioni che ogni giorno ci vengono offerte per accogliere le richieste della gente e per andare incontro alle loro più concrete necessità”. Lo ha detto oggi il Papa, nel tradizionale incontro quaresimale con i parroci ed il clero romano. Giovanni Paolo II ha invitato i partecipanti ad una “comunione presbiterale” che “si manifesta nella fraternità vissuta, tra parroci e vicari, sacerdoti anziani e giovani, e specialmente verso i confratelli malati o in difficoltà, respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, gelosie”. Sul piano pastorale, il Papa ha sollecitato i sacerdoti ad andare incontro “con disponibilità e benevolenza” alle tante persone che hanno bisogno, “per ragioni di lavoro e per i ritmi intensi di vita”, di “essere accolte e accompagnate, nella catechesi e nella preparazione ai sacramenti, in tempi, orari e forme differenziati”. Dopo aver raccomandato ai parroci l’attenzione alle “molteplici sofferenze e povertà, antiche e nuove, presenti nelle famiglie e nei quartieri di Roma”, il Pontefice ha sollecitato il clero ad una “missione permanente rivolta ad ogni persona, famiglia e ambiente, testimoniata da cristiani adulti nella fede che sappiano, attraverso il proprio lavoro, le proprie convinzioni e lo stile di vita incidere sulla mentalità e sulla cultura dell’intera città”. Il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha ringraziato il Papa per la “Novo millennio ineunte” e la Lettera scritta il 14 febbraio alla diocesi; questi due testi, ha detto il cardinale, saranno il “fondamentale punto di riferimento” per il Convegno della Chiesa di Roma in programma a giugno, per “raccogliere i frutti della Missione cittadina del Grande Giubileo” e per “una comunità diocesana che sia costantemente impegnata e protesa alla nuova evangelizzazione”. ” ” ” “” “