“La beatificazione di ieri è stata la più numerosa del mio Pontificato. Infatti sono stati elevati sugli altari 233 martiri. Ma un numero tanto rilevante non significa dimenticare le caratteristiche individuali”, ha detto Giovanni Paolo II ricevendo questa mattina in udienza i pellegrini giunti a Roma per la beatificazione di José Aparicio Sanz e dei suoi 232 compagni, martirizzati in Spagna tra il 1936 e il 1939, durante la persecuzione religiosa della 2ª Repubblica. “Quella di ieri – ha osservato il pontefice – è stata la prima beatificazione del nuovo secolo del nuovo millennio ed è significativo che si è trattato di martiri”. Tuttavia, ha proseguito il Papa “il martirio non è una realtà appartenente al passato, ma anche del tempo attuale”. Perciò, si è chiesto citando la “Novo millennio ineunte”, “non lo sarà anche per il secolo del millennio che stiamo iniziando?”” “Giovanni Paolo II nell’omelia pronunciata ieri, nel corso della Messa di beatificazione in piazza San Pietro, ha affidato “all’intercessione dei nuovi beati un’intenzione” profondamente avvertita nel cuore degli spagnoli: “La fine del terrorismo in Spagna”. Il popolo spagnolo “da decine di anni – ha ricordato il Santo Padre – è provato da una serie orrenda di violenze e di omicidi che hanno causato numerose vittime e grande sofferenza. Nella ragione di tanti deprecabili successi c’è una logica perversa che occorre denunciare”. Il Papa si riferiva alla drammatica crescita di violenza provocata dai separatisti baschi dell’Eta. “Il terrorismo – ha aggiunto Giovanni Paolo II – nasce dall’odio e questo a sua volta lo alimenta, è radicalmente ingiusto e accresce la situazione di ingiustizia, inoltre offende gravemente Dio, la dignità e i diritti della persona”. Nessun “motivo, nessuna causa possono giustificare il terrorismo. Solo la pace costruisce i popoli. Il terrore è nemico dell’umanità”.” “