“Un francese su tre” è questo per Bruno Frappat, del quotidiano cattolico francese “La Croix”, “l’unico risultato che dovrebbe mettere d’accordo tutti all’indomani del primo turno delle elezioni municipali in Francia e che dovrebbe allarmare coloro che sostengono una democrazia viva”. ” “Nel suo editoriale di lunedì 12 marzo, Frappat scrive che ” il tasso di astensionismo non è mai stato così importante come in questa ultima tornata elettorale. Un elettore su tre non è andato a votare. Non si tratta di un crollo ma di una lenta ed inquietante erosione da analizzare con attenzione”. “Sarebbe tempo – afferma Frappat – di riflettere su una tripla modernizzazione: quella della suddivisione dei comuni, delle modalità pratiche legate al voto e quelle della campagna elettorale”. Tuttavia ci sono altre lezioni da trarre da questo primo turno elettorale: “il premio agli uscenti, erano pochi i sindaci che avrebbero sofferto in questo primo voto, il risultato deludente di molti ex-membri del governo Jospin, la buona tenuta, in provincia, dei comuni dove l’unione di destra era composta fin dal primo turno, il ruolo importante, per i risultati, che verrà giocato dai ‘dissidenti’ della destra a Parigi (Jean Tiberi) e a Lione (Charles Millon), l’indebolimento ma non il crollo dell’estrema destra ed infine il crescente peso elettorale dei Verdi nelle grandi città”. Resta Parigi dove conclude Frappat “Bertrand Delanoë realizza un buon risultato ma non al punto di essere sicuro di incarnare un’alternanza”.” “