BUDDHA DI BAMIYAN: MONS. CODA, “IL DIALOGO CON L’ISLAM DEVE CONTINUARE”

Quanto sta accadendo in queste ore in Afghanistan ad opera dei talebani non deve frenare il dialogo con l’Islam. “Non solo è possibile, ma è quanto mai necessario cercare, in tutte le forme e in tutti i modi, le strade per continuare la prospettiva del dialogo”. A lanciare l’appello è mons. Piero Coda, professore di teologia sistematica alla Pontificia Università Lateranense di Roma, mentre – secondo alcune fonti di agenzia – sarebbero ancora in corso le operazioni di demolizione dei Buddha e la loro eliminazione totale dalle nicchie in cui erano state costruite circa 1.500 anni fa. “Quanto sta accadendo in Afghanistan – commenta il teologo – è un caso estremo di integralismo che nasce da un’espressione molto particolare dell’Islam che è molto più variegato di quello che noi possiamo pensare”. “Fatti così estremi e negativi – aggiunge mons. Coda – non debbono nascondere il movimento positivo che interessa in questo momento tutte le religioni. E’ un momento di apertura e di ricerca del dialogo, di servizio comune alla pace e di impegno per la giustizia”. “Per i Paesi dove non è neppure possibile esercitare una qualsiasi forma di pluralismo religioso – prosegue il teologo – l’unica strada possibile è agire nelle sedi internazionali affinché siano rispettati i diritti umani e innanzitutto quel diritto fondamentale che è il diritto alla libertà religiosa. Come ha più volte sottolineato Giovanni Paolo II, il diritto alla libertà religiosa è la matrice di tutti gli altri diritti. Si deve lavorare perché questo concetto cresca progressivamente nella consapevolezza dei popoli e degli Stati. Dove invece c’è la possibilità di pluralismo religioso e di libertà, certamente la prima frontiera del dialogo è quello di un comune impegno per la giustizia che la radice di una pace vera e duratura. Ma sempre più importante si sta rivelando lo scambio reciproco dei valori e dei doni”.