BUDDHA DI BAMIYAN: SETTIMANALI DIOCESANI, “RISCOPRIRE LE NOSTRE RADICI RELIGIOSE”

La vicenda dei Buddha di Bamiyan in Afganistan, che i talebani dichiarano di aver distrutto per motivi religiosi pur “lontana dalla nostra cultura, ci aiuta a riscoprire il valore delle radici di un popolo e a ripensare anche alle nostre, a quei segni che testimoniano una religione, una cultura”.” ” E’ il commento de “L’araldo lomellino” il settimanale cattolico di Vigevano che nel suo ultimo numero si occupa dei Buddha giganti di Bamiyam. “Ci stracciamo le vesti per quelle statue e non ci accorgiamo di quanti ‘segni’ di fede e di valori abbiamo cancellato nella nostra società, preoccupati nella rincorsa alla modernità e nella salvaguardia di quella ambigua laicità che vuole fare piazza pulita di tutto quello che parla di fede o di radici religiose di un popolo” si legge nell’editoriale che nota “un filo comune nella logica di chi vuole distruggere quelle statue dei Buddha con chi, a casa nostra, vuole togliere i crocifissi dalle scuole o dagli edifici pubblici”. ” “Per “Il Corriere apuano”, settimanale dei cattolici lunigianesi, “dietro la rabbia dei talebani ci sono due elementi culturali da non sottovalutare: l’integralismo islamico che non accetta la raffigurazione antropomorfa ed il fatto che l’Afganistan è un paese allo stremo, soggiogato da un isolamento economico e politico che esaspera i conflitti culturali”. “Il distruggere le memorie del passato – si legge nell’editoriale – è il segno di una debolezza di cui si è consapevoli, ma alla quale ci si oppone anche con l’irrazionale di scelte che creano unità nel fanatismo”. ” “