ADOZIONI: PER L’ANFAA LA LEGGE “NON È DALLA PARTE DEI BAMBINI”

“E’ contrario all’interesse dei bambini adottabili elevare la differenza massima di età fra adottanti e adottato a 45 anni”: è la prima delle motivazioni sulla cui base la presidente dell’Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie), Donata Nova Micucci, il suo parere negativo sulla legge approvata ieri dal Senato in via definitiva. Tra le conseguenze, secondo l’Anfaa, ci sarà “la crescita del numero delle domande e quindi il numero delle coppie illuse ed escluse”, come pure “sarà più difficile l’adozione dei bambini più grandicelli, perché gli ultracinquantacinquenni premeranno per avere un bambino piccolo”. Un altro aspetto negativo messo in luce da Donata Micucci è la possibilità, concessa dalla nuova legge, che i figli adottivi accedano all’identità dei loro genitori naturali. “Questo è un vero colpo al cuore dell’adozione intesa come genitorialità e filiazione vere”, dice la presidente. Grazie alle precedenti leggi sull’adozione (n. 431/1967 e n. 184/1983) sono stati adottati in Italia oltre 90 mila bambini, italiani e stranieri. Con la nuova legge, invece, secondo l’Anfaa si metteranno le basi “per ricorsi e contenziosi da parte dei figli adottivi esclusi dall’accesso, quali quelli non riconosciuti alla nascita, nati da donna che non consente di essere nominata”. Ciò – dice la presidente – “potrebbe far rimettere in discussione il diritto alla segretezza da parte delle donne che non intendono riconoscere il proprio nato… grazie al quale ogni anno in Italia 350-400 neonati non vengono gettati nei cassonetti”.