URANIO IMPOVERITO: RIGOBERTA MENCHÙ, “ITALIANI, FATE CAMBIARE PARERE AL GOVERNO”

“E’ soprattutto la pressione sociale a dover garantire il riconoscimento delle lotte civili. Se 10 milioni di cittadini si unissero per lottare contro gli effetti dell’uranio impoverito allora anche il governo italiano cambierebbe parere”. E’ questo il commento della guatemalteca Rigoberta Menchù Tum, premio Nobel per la pace 1992, alla notizia delle conclusioni della Commissioni del ministero della difesa, che esclude un legame tra l’uso di proiettili all’uranio impoverito e le ventotto morti di militari impegnati in Bosnia e Kosovo.” “”Il riconoscimento della responsabilità dello Stato è legato alla critica sociale – afferma -. E’ la critica sociale che spinge lo Stato a riconoscere certe situazioni. Altrimenti siamo tutti complici di tutto”. Il premio Nobel per la pace, intervenuto oggi ad un incontro internazionale e interreligioso su “Donne e fede per una cultura di pace”, organizzato dall’Unione mondiale organizzazioni cattoliche femminili, a margine del convegno ricorda che per fare in modo che i governi assumano le proprie responsabilità “è importante la lotta della gente, della società, non solo quella delle vittime, che vengono lasciate sole a lottare”. Per questo, precisa, è necessario “formare giovani con capacità di critica e di opinione, attivi, pensatori. Se non lo fanno loro, dopo di noi non ci sarà più nessuno capace di pensare”. “La guerra è un grosso affare – sottolinea – e così l’uso di armi chimiche. Se i prodotti chimici non causassero distruzione e disastro questo affare non esisterebbe più. Paradossalmente sono le stesse società che producono prodotti chimici a porre rimedio ai loro effetti. E’ un rapporto di causa/effetto. Per l’uranio impoverito valgono regole simili a quelle per le mine antiuomo: a disattivarle sono le stesse società che le producono”. ” “