“Il timone della Chiesa fiorentina che entra nel terzo millennio dell’era cristiana, è in buone mani”. Con queste parole, il card. Silvano Piovanelli dà oggi il benvenuto al nuovo arcivescovo di Firenze, mons. Ennio Antonelli, esprimendo in un messaggio alla città il suo “ringraziamento sincero al Papa per la scelta che Egli ha fatto per la nostra Chiesa”. “Mentre abbraccio l’arcivescovo Ennio – scrive il cardinale – e gli do il benvenuto in terra toscana, gli presento con emozione e con gioia questa Chiesa santa che è la Chiesa di Firenze”. Nato a Ronta di Mugello, da una famiglia operaia, il 21 febbraio 1924, il card. Silvano Piovanelli è stato ordinato sacerdote il 13 luglio 1947. Nel giugno 1982 è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo ausiliare del card. Benelli e, nel marzo 1983, è diventato arcivescovo di Firenze. Giovanni Paolo II lo ha quindi creato cardinale nel Concistoro del 25 maggio 1985. “Sommessamente – scrive oggi Piovanelli – come chi parte per un viaggio che Dio solo conosce, saluto questo popolo che crede alla Parola e vuol vivere secondo il Vangelo”. Piovanelli rivolge il suo saluto ai sacerdoti “indispensabili e generosi collaboratori nel ministero, fratelli ed amici nella fatica di tutti i giorni”. Poi, saluta i consacrati, i seminaristi, le pubbliche autorità e “le donne e gli uomini che, nei campi più svariati e secondo la loro capacità e competenza, hanno collaborato a costruire il Regno di Dio ed una città più vivibile”. “Saluto e ringrazio tutti – si legge nel messaggio – perché, tutti!, siete stati per me, che non ho altri meriti che quello di essere come voi figlio di questa terra, un dono del Signore, spesso una carezza del Suo amore”. “Il Papa – conclude il cardinale – all’inizio del nuovo millennio, ha detto alla Chiesa: prendi il largo! Anch’io vi dico: prendete il largo! Sulla Parola di Dio gettate le reti! Stendete le vele al vento misterioso dello Spirito e non abbiate paura di andare dove Egli conduce, diventando canto di lode a Dio e al suo Cristo! Io vi seguirò dalla riva della preghiera e da lontano con affetto vero vi benedirò sempre”. Il cardinale ha annunciato di volersi ritirare, dopo l’ingresso del suo successore, nella canonica di Cercina, sulle pendici del Monte Morello.