“La Giornata mondiale dell’acqua passerà come tante altre celebrazioni lasciando l’amaro in bocca a chi il problema lo vive quotidianamente” mentre “dovrebbe far allargare lo sguardo dalle zone del pianeta tristemente note per la carenza di acqua a quelle parti dell’Occidente, non escluse quelle di casa nostra, in avanzato stato di desertificazione”. E’ un invito ad una seria riflessione, nell’imminenza della Giornata mondiale dell’acqua in programma a Venezia per il 24 marzo, quello di Francesco Armenti, direttore del mensile della diocesi di San Severo “Oltre la porta”. “Sul problema della siccità in Puglia e, più in generale, nel Sud – denuncia Armenti -, con qualche rara eccezione, vi è silenzio anche da parte della stampa nazionale. Sono mesi che gli agricoltori protestano preoccupati dalla perdurante siccità che rischia di mettere in ginocchio l’economia locale e migliaia di famiglie, sono mesi che in Puglia l’acqua potabile è erogata solo in alcune ore della giornata, sono mesi che le trattative con le Regioni limitrofe (Molise ed Abruzzo) più ricche d’acqua ‘fanno buco’ da tutte le parti”. Di fronte ad un’emergenza così seria, rimarca il giornalista, “il governo centrale adotta la politica del rinvio, gli amministratori locali, invece, giocano al ‘ping-pong’ delle responsabilità o a trincerarsi dietro la preoccupazione di assicurare l’acqua prima alle proprie popolazioni. Una vera “‘guerra dell’acqua’ dove è la logica dello schieramento politico a dettar legge”. Ciò che soprattutto manca è una vera cultura dell’acqua “bene prezioso da condividere, risparmiare e gestire con oculatezza” evitando ogni spreco. “Sarebbe deplorevole – conclude – e segnali in tal senso non mancano, sfruttare e lucrare sulla povertà d’acqua e la desertificazione in espansione”, mentre “dare acqua a chi non c’è l’ha può essere l’inizio per restituire un’anima alla politica”. ” “” “” “