Tragedie come quella di Novi Ligure chiedono una “assunzione di responsabilità morale”, che “chiama in causa anche l’intero mondo della comunicazione sociale, e più in generale tutti coloro che hanno maggiori poteri economici e politici, o peso ed influsso culturale”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, aprendo oggi a Roma il Consiglio episcopale permanente, in svolgimento fino al 29 marzo. “Non è possibile – ha aggiunto il cardinale – assumere come criterio primario e sovrano delle proprie scelte e decisioni il risultato economico, o l’indice di ascolto, posponendo a questi ogni considerazione di ordine etico ed educative”. Novi Ligure, per Ruini, ha “spinto le coscienze” ad interrogarsi su una società, come la nostra, che non riconosce la presenza del male, “con l’inevitabile risultato di offuscare il nostro senso morale e le nostre capacità di resistenza, di riscatto e di difesa”. Solo se, invece, accettiamo che i nostri comportamenti non sono interamente riconducibili “a fattori e condizionamenti fisici e biologici, sociali e ambientali”, sostiene Ruini, “possiamo sperare in un effettivo risanamento morale” che ci dia “la forza interiore, e la credibilità, per far fronte alle nostre responsabilità educative verso le nuove generazioni”. In un “panorama internazionale ancora agitato da conflitti armati e attentati”, ha aggiunto il card. Ruini citando “gli aspri scontri in Macedonia”, è opportuno “richiamare l’attenzione sulla Terra santa. Anche lì – ha commentato il cardinale ricordando il suo recente pellegrinaggio – è tutt’altro che cessata la tensione. Ma ugualmente forte, diffuso e palpabile il desiderio di trovare qualche forma di intesa”: la ripresa dei pellegrinaggi nei luoghi santi, in questa prospettiva, può diventare “un importante sostegno alla presenza cristiana in quei luoghi”. Sul piano internazionale, per Ruini occorre “continuare l’impegno per la costruzione dell’unità europea”, che non comporta tuttavia “la rinuncia al proprio patrimonio culturale, civile e morale”. ” “” “