“Mettere i contenuti della ‘Novo millennio ineunte’ in specifica relazione con il contesto religioso, culturale e sociale italiano e con la missione della Chiesa in Italia”: questo, ha spiegato il card. Ruini, presidente della Cei, aprendo a Roma il Consiglio episcopale permanente, in svolgimento fino al 29 marzo, l’obiettivo principale dei nuovi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, la cui bozza verrà esaminata dai vescovi in questi giorni; saranno loro, infatti, vescovi, a decidere se giungere all’approvazione (e quindi alla pubblicazione) del documento in occasione della prossima Assemblea, in programma a Roma dal 14 al 18 maggio (prima del Concistoro straordinario convocato dal Papa), o se invece “prendere ancora un po’ di tempo per poter accogliere e mettere a frutto le ulteriori suggestioni e proposte che potranno emergere”. Tre, ha sintetizzato Ruini, i “nuclei fondamentali” degli Orientamenti: “coltivare in profondità il nostro rapporto con Dio”, facendo delle nostre comunità “autentiche ‘scuole’ di preghiera; perseguire “l’unità e la comunione ecclesiale, al nostro interno ma anche tra tutti i credenti in Cristo”; puntare alla “missionarietà, come atteggiamento globale e pervasivo che deve improntare su di sé la pastorale della Chiesa e la vita dei credenti”. Di qui la “speciale attenzione” della comunità ecclesiale ai diversi ambiti del vivere civile e sociale (tra cui famiglia, giovani, educazione, cultura e comunicazione sociale), attraverso “la promozione e l’assunzione di responsabilità da parte dei cristiani laici, nelle ordinarie e quotidiane situazioni di vita e di lavoro come nei compiti di particolare rilievo sociale, economico e politico”. Ruini si è soffermato anche sui “compiti propri” delle Conferenze Episcopali, che “esistono per aiutare i vescovi nel loro ministero, a vantaggio dell’intero popolo di Dio, e non certo per sostituirsi ad essi”. La Cei, quindi, ha un ruolo “sussidiario” nei confronti delle Chiese locali, ed il suo compito primario è di “mettere a disposizione delle diocesi aiuti e sussidi pastorali dei quali esse stesse decideranno se e in quale forma avvalersi”. ” “” “