RAGAZZO UCCIDE LA MADRE A POMPEI: IL PARROCO, “SIAMO TUTTI RESPONSABILI”

“Un dramma maturato in un clima di grave difficoltà familiare”. Così il parroco don Franco Soprano descrive la tragedia che ha colpito nei giorni scorsi la città di Pompei dove ad un mese dalla tragedia di Novi Ligure, una madre muore per mano di un figlio minorenne. Alessandro, 16 anni, alle 6 del mattino del 22 marzo, entra nella stanza da letto della madre e la strangola. La vittima, Marina Alloca, 37 anni, da tempo soffriva di una terribile depressione, che l’aveva gradualmente allontanata dal marito. Don Soprano è il parroco di San Giuseppe, comunità che Alessandro frequentava spesso. “Alessandro, che è un ragazzo molto sensibile – spiega il parroco – non ha mai accettato la separazione dei genitori, sebbene il padre non trascurasse lui e gli altri due figli più piccoli”. Il ragazzo lanciava continuamente messaggi del suo malessere, tanto da indurre il preside della sua scuola a richiamare il padre affinché gli fosse più vicino. Perché, eccetto la scuola, nessuno è intervenuto? “Innanzitutto – risponde don Franco – la madre non era abbandonata a se stessa, ma curata dai familiari. Si è fatto quanto era umanamente possibile, ma non è bastato. Questo dramma, allora, sia un monito per lavorare di più a favore dell’unità della famiglia affinché sia di nuovo una comunità di amore”. Per il parroco è l’intera società che si deve interrogare su episodi terribili come questo. “Non c’è un solo colpevole – dice – non lo è neppure Alessandro, ma la responsabilità è di tutti”. “Se vogliamo salvare le nuove generazioni e noi stessi – chiarisce il parroco – dobbiamo far trasparire di più il bene, che resta sempre nascosto perché non fa chiasso”. Per aiutare Alessandro, adesso, suggerisce il sacerdote, “sarebbe opportuno far scendere il silenzio su questo dramma. I giovani della nostra parrocchia già si sono riuniti sabato sera per pregare per lui. Adesso, infatti, dobbiamo far sentire ad Alessandro che c’è una comunità che gli ha sempre voluto bene e che continuerà a volergliene senza fargli mai pesare quanto è successo”.