“Uno stato di tregua verso il basso: gli insegnanti danno poco e gli studenti chiedono poco”: con queste parole Giandiego Carastro, segretario nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica, ha commentato lo stato di “sospensione” che la scuola italiana sembra vivere in questa fase di avvio delle riforme e di sperimentazione dell’autonomia. L’occasione di questo commento è venuta con la presentazione dei risultati di una ricerca condotta dal Msac insieme a “Cittadinanza Attiva” in 87 istituti superiori di 40 città italiane, sul grado di recezione dello “Statuto degli studenti”. “Quasi due istituti scolastici su tre – ha detto nella presentazione Piero Di Lauro – “dimenticano” di consegnare lo Statuto degli studenti all’atto dell’iscrizione e solo in due scuole su cinque si parla dei contenuti dello statuto stesso”. Secondo il Msac emerge così un’immagine di “scuola fortezza”, una sorta di “muro di gomma”, “in cui l’ordine e la disciplina debbano essere salvaguardati da ogni intromissione esterna, soprattutto se inneggiante al presunto protagonismo degli studenti”. In soli 37 casi su 100 gli studenti vengono consultati per la scelta dei libri, nel 57% dei casi non c’è nessun coinvolgimento nella fase di programmazione didattica, in 60 scuole su 100 la “Carta dei servizi” non esiste, come pure le barriere architettoniche permangono in 49 istituti su 100. Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dalla ricerca consiste nel fatto che in 34 istituti su 100 le sanzioni disciplinari incidano sulle valutazioni di profitto, benchè ciò sia espressamente vietato dallo Statuto degli studenti.