Ha attraccato stanotte nel porto di Cotonou, in Benin, la nave “Mv Etireno” battente bandiera nigeriana noleggiata da un cittadino del Benin che avrebbe dovuto trasportare tra i 100 e i 250 bambini ridotti in schiavitù. Ma l’ispezione compiuta a bordo dell’imbarcazione ha rilevato tra i 139 passeggeri solo una decina di piccoli fra i 6 e i 7 anni accompagnati dalle loro madri, mentre sarebbero 40 in tutto i minorenni trasportati dalla nave. “Non c’è ancora chiarezza sui fatti”, ha dichiarato al Sir padre Giulio Albanese, direttore dell’agenzia stampa Misna, definendo “contraddittorie” le dichiarazioni dell’autorità portuali, convinte di un equivoco con un’altra nave dedita al traffico di bambini schiavi, di cui si sarebbero perse le tracce. “Il problema esiste e va denunciato”, ha proseguito padre Albanese, polemizzando sul “periodo pasquale in cui è stata rilanciata la notizia, mentre purtroppo si tratta di fatti di ordinaria amministrazione nel Sud del mondo, specialmente in Africa: in Sudan, ad esempio, i bambini vengono venduti al mercato”. Oltre alla riduzione in schiavitù, “i minori sono oggetto di uno sfruttamento spietato a causa di globalizzazione e povertà, pagando dei costi altissimi: dai bambini soldato reclutati con la forza a quelli di strada che mendicano nelle baraccopoli”. Di fronte a questo “scenario, peraltro noto, di infanzia bruciata, la soluzione è politica. Ma la questione dei diritti dei minori non è una priorità nell’agenda rispettata internazionale”.