LA “NAVE FANTASMA” DEI BAMBINI SCHIAVI: SAULLE, “LE CONVENZIONI INTERNAZIONALI NON BASTANO”

“Purtroppo oggi il fenomeno della tratta di schiavi è molto più generalizzato che in passato e finalizzato al commercio di minori, più che di donne e uomini”. Lo afferma Maria Rita Saulle, docente di diritto internazionale dell’Università di Roma “La Sapienza”. Commentando la vicenda della nave “Mv Etireno” approdata stanotte nel porto di Cotonou, in Benin, e del suo presunto carico di minori ridotti in schiavitù, la Saulle ricorda che già nella Conferenza di Berlino del 1885 fu sancito “il divieto di schiavitù con pene a carico del comandante, dell’armatore e del vettore, cioè del trasportatore del battello”. La comunità internazionale ha il “diritto di visita, cioè di ispezionare le navi sospette. Per ovviare alle penalità, in passato i negrieri facevano affondare con catene le persone a bordo, quando si avvicinava l’imbarcazione ispettrice. Oggi non sappiamo come siano andati i fatti ma conosciamo il traffico di bambini impiegati nel lavoro nero imbarcati in Nigeria, ad esempio”. Secondo la Saulle, “non basta applicare le norme: la tratta dei minori va combattuta alla radice, migliorando la condizione delle popolazioni povere e controllando che gli aiuti per lo sviluppo giungano alla vera destinazione, non ai guerriglieri locali”.