“Il Rapporto 2000 della Caritas italiana coincide con un anno particolare per la Chiesa universale, quello del Giubileo, che ci ha visti impegnati con forza per esprimere itinerari di riconciliazione, liberazione e condivisione con gli ultimi”. Così don Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, ha aperto stamani a Roma la conferenza stampa sul tema “A tutto mondo: un anno con i piccoli della terra”, durante la quale è stato presentato il resoconto annuale dell’attività internazionale compiuta dall’organismo pastorale della Cei. Oltre 30 miliardi di lire – offerti da diocesi e privati nel 93,1% dei casi – investiti in progetti a medio e lungo termine nei Balcani, nella regione africana dei Grandi Laghi, negli Stati dell’America centrale colpiti dall’uragano Mitch; 421 miniprogetti avviati in 42 Paesi del Sud del mondo: sono alcune cifre che testimoniano l’impegno della Caritas “a fianco delle Chiese locali e alle realtà territoriali martoriate da conflitti e sfruttamento”, ha commentato Nozza. Avviati anche i “progetti tematici, pensati per impiegare risorse su temi trasversali come la remissione del debito estero, la salute, i conflitti dimenticati”, ha spiegato Roberto Rambaldi, vicedirettore della Caritas italiana e responsabile dell’area internazionale. Inoltre nel 2000, dopo mesi di formazione, sono partiti per 12 mesi i primi giovani volontari o in servizio civile dei “Caschi bianchi”, per prestare il loro aiuto in aree di crisi come Rwanda, Bosnia, Kosovo.