“Ricorriamo assiduamente” al sacramento della Riconciliazione, affinché “il Signore possa purificare costantemente il nostro cuore rendendoci meno indegni dei misteri che celebriamo”. Il Papa, nella consueta lettera per il Giovedì Santo, diffusa oggi, si rivolge ai sacerdoti di tutto il mondo con un deciso appello e riscoprire e frequentare più assiduamente la confessione. “Se la crisi del sacramento della Riconciliazione dipende da molteplici fattori – nota Giovanni Paolo II – forse dobbiamo riconoscere che talvolta può aver giocato a sfavore del Sacramento anche un certo indebolimento del nostro entusiasmo o della nostra disponibilità nell’esercizio di questo esigente e delicato ministero”. E aggiunge: “Avvicinarci a un fratello sacerdote per chiedergli quella assoluzione che tante volte noi stessi diamo ai nostri fedeli, ci fa vivere la grande e consolante verità di essere, prima ancora che ministri, membri di un unico popolo, un popolo di ‘salvati'”. ” “Il Santo Padre ricorda come il “notevole afflusso di persone al Sacramento della misericordia è stato certamente uno dei fenomeni più vistosi del Giubileo. Anche osservatori laici ne sono rimasti impressionati”. Per il Papa “si è trattato di un segnale incoraggiante” e, a suo avviso, “a restituirci fiducia sulla possibilità di ripresa di questo Sacramento c’è non solo l’affiorare, pur tra tante contraddizioni, di una nuova urgenza di spiritualità in molti ambiti sociali, ma anche il vivo bisogno di incontro interpersonale”. ” “