G8: MORO (COMITATO CEI), “RIMARRANNO I SILENZI DEL 2000”?

“E’ piuttosto incredibile che nel Comunicato finale del G8 2000 a Okinawa non si faccia parola dei conflitti regionali che colpiscono molti Paesi dell’Africa e del Sud del mondo, mentre in quello di Colonia, nel ’99, un intero capitolo era stato dedicato al Kosovo”. Lo ha rilevato stamattina a Loreto Riccardo Moro, del Comitato della Cei per la riduzione del debito estero, durante la sua relazione al convegno sul tema “Dentro il G8. Quali prospettive per il futuro dell’umanità?”, che si concluderà domani. Sviluppando la relazione su “Il ruolo del G8 tra democrazia, pace e giustizia internazionale”, Moro ha osservato che nel Comunicato dello scorso anno dei capi di Stato e di Governo di 8 Paesi “che si definiscono ‘democrazie più industrializzate’ del pianeta, non si parla di pace in relazione alla guerra per dare un messaggio di stabilità; alla sicurezza nucleare vengono dedicate solo poche righe”. Tuttavia viene dato ampio spazio a prevenzione dei conflitti, disarmo e terrorismo “e per la prima volta un capitolo è riservato alle differenze culturali”. Il G8 resta “per i potenti della terra un’occasione di incontrarsi pubblicamente e chiedersi quale tipo di responsabilità hanno nei confronti del disagio sociale ed economico mondiale”. E sono molti gli “squilibri nella distribuzione del benessere su cui interrogarsi: ad esempio, il reddito annuale procapite in Guinea è di 510 dollari, che scendono a 320 in Zambia, Paese che è 131° nella classifica mondiale (l’Italia è al 28° posto), dove l’attesa di vita alla nascita è scesa a 35 anni a causa dell’Aids”.