Le previsioni più pessimistiche sembra proprio si stiano avverando. La campagna elettorale accetta trionfalmente i toni dello scontro e sembra addirittura che ci sia in questo del metodo, cioè una precisa strategia di comunicazione. I cittadini strabuzzano gli occhi, si turano le orecchie.” “Questo dato, che può essere deprecato, ma col quale in prospettiva occorre fare bene i conti, comporta tre ordini di risposte. La prima, più interna al mondo della politica, è la tempestiva lezione del presidente della Repubblica, Ciampi, che ha ricordato come la campagna elettorale sia lo spazio che partiti e schieramenti hanno per illustrare i programmi e per assumersi responsabilmente impegni che poi saranno sottoposti alla verifica democratica. Eh, sì, c’è bisogno per tutti di una formazione permanente in educazione civica. Perché la qualità sembra diminuire e questo in prospettiva è molto grave per il futuro del tessuto democratico.” “Il secondo ordine di risposte verrà dalle urne. Gli italiani andranno a votare, nonostante tutto, e sceglieranno come sempre sulla base di ben definiti interessi, del senso di appartenenza agli schieramenti e di due criteri: premieranno, come hanno sostanzialmente sempre fatto in questi lunghi anni di transizione al buio, quell’interlocutore che sarà nello stesso tempo più rassicurante e più innovativo.” “C’è un terzo ordine di risposte al problema del futuro della politica e della democrazia che la sconcertante campagna elettorale 2001 sollecita, quello sull’investimento per il futuro: l’impressione è che in questi anni si sono progressivamente consumate le scorte, ma pochissimi stiano seriamente lavorando in avanti. Ecco allora i risultati della settimana sociale dei cattolici italiani sulla società civile, ecco le questioni elencate di recente dal Consiglio Permanente della Cei. Rileggiamo quel breve testo: non ci sono solo i criteri di scelta per i cattolici, ma dalla vita alla famiglia, dal lavoro allo sviluppo, dall’ambiente all’ampio e cruciale problema dell’educazione, dall’impegno per il riassetto istituzionale, all’architettura europea, alla pace, alla giustizia, alla solidarietà internazionale, leggiamo i veri punti all’ordine del giorno per un serio dibattito pubblico sullo sviluppo della società.” “Non sappiamo se elezioni daranno un risultato certo; non sappiamo se la nuova legislatura sarà più stabile di quella che si è appena conclusa. E’ certo che le elezioni non sono una sfida all’ultimo sangue. Prima dei contendenti viene il comune tessuto di cittadinanza. I cittadini attendono un discorso serio, forse anche noioso, ma responsabile. Non è mai troppo tardi.” “” “