GIOVANNI PAOLO II: 52 NUOVI DECRETI PER SANTI E BEATI, TRA CUI 28 MARTIRI UCRAINI

C’è anche un padre di famiglia tra i 28 martiri ucraini (vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose) che formano il gruppo di 52 “servi e serve di Dio” per i quali oggi sono stati promulgati, alla presenza di Giovanni Paolo II, i decreti di beatificazione e canonizzazione, riguardanti “il martirio, le virtù eroiche e i miracoli”. I martiri ucraini, ha detto mons. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, “testimoniarono eroicamente il loro attaccamento a Cristo ed al Romano Pontefice durante la seconda guerra mondiale e negli anni successivi, quando la Chiesa e la gerarchia ucraina furono perseguitate dal regime comunista”. “I recenti mutamenti politici, avvenuti nell’Europa orientale – ha sottolineato Saraiva Martins riferendosi indirettamente all’imminente viaggio del Papa in Ucraina, in programma a giugno – hanno finalmente consentito di raccogliere le prove sul martirio dei Servi di Dio Nicola Carneckyj, vescovo, esarca apostolico di Volyn e Pidljashja, e 25 compagni: di cui 7 vescovi, 14 sacerdoti diocesani o religiosi, 3 suore ed un laico”. Durante la persecuzione comunista in Ucraina fu ucciso anche il giovane vescovo Teodoro Romszsa, amministratore apostolico di Munkacs, mentre don Emiliano Kovc fu vittima del nazionalsocialismo e morì per i maltrattamenti subiti nel campo di concentramento di Majdanek. Dei 52 nuovi santi e beati (c’è anche Charles de Foucauld), 15 sono italiani: tra questi, padre Luigi Monti, fondatore dell’Istituto maschile dei Figli dell’Immacolata Concezione, e padre Luigi Tezza, fondatore delle Figlie di S. Camillo. ” “” “