PAPA IN UCRAINA: UN VIAGGIO DA “PELLEGRINO”, ABBRACCIO AI BAMBINI DI CHERNOBYL

Un viaggio da “pellegrino”, animato da “sentimenti di gioia” per l’incontro con i cattolici e di “costante e rispettosa attenzione verso i fratelli ortodossi, insieme al deciso impegno di continuare a percorre la via del dialogo nella verità e nella carità”. Così Giovanni Paolo II definisce il suo prossimo viaggio apostolico in Ucraina, in programma dal 23 al 27 giugno. Nella lettera indirizzata a Sua Beatitudine Volodymyr, metropolita di Kyiv e di tutta l’Ucraina – scritta il 26 marzo e consegnata il 7 aprile scorso, ma il cui testo è stato diffuso oggi dalla sala stampa vaticana – il Papa ricorda, in particolare, la Commissione mista di membri della Chiesa greco-cattolica e della Chiesa ortodossa “nuovamente stabilita per venire incontro al desiderio di Sua Santità il Patriarca Alessio II di esaminare i rapporti tra cattolici e ortodossi nell’Ucraina occidentale”, augurandosi che “inizi al più presto i suoi lavori”. Manifestando a Volodymir il desiderio di “un fraterno abbraccio” personale, il Papa conclude la lettera auspicando “la consapevolezza della comune partecipazione all’ansia per l’unità di tutti i cristiani”. Giovanni Paolo II, stamattina, ha ricevuto inoltre in udienza movimenti, associazioni, famiglie e parrocchie che hanno ospitato i bambini della regione di Chernobyl, in Ucraina. A quindici anni dalla tragedia, il Papa ha abbracciato i bambini e ha ringraziato tutti i protagonisti di questa “catena di solidarietà”, invitando a preparare per le future generazioni “un avvenire di pace, privo di paure e di simili minacce. Perché questo avvenga – ha detto Giovanni Paolo II – è necessario che ci sia un corale sforzo tecnico, scientifico e umano per porre ogni energia al servizio della pace, nel rispetto delle esigenze dell’uomo e della natura. Da questo impegno dipende l’avvenire dell’intero genere umano”. ” “” “