“Un luogo con il crocifisso per poter accogliere ed onorare le salme dei defunti della comunità cristiana”. E’ quanto la Curia arcivescovile di Pesaro chiede, in un comunicato diffuso oggi, al Comune di Pesaro in seguito alla decisione di togliere i segni religiosi nella nuova camera mortuaria sita nell’ospedale di “Muraglia”, sempre a Pesaro, in nome del pluralismo religioso. Tutto questo mentre il Comune ha dato il via al recupero del cimitero ebraico, ricco di cippi, stele e sculture commemorative.” “”La storia e l’identità del nostro Paese – scrive la Curia – sono cristiane e nonostante le trasformazioni in atto l’Italia resta un Paese cattolico a stragrande maggioranza. A partire da questa identità il popolo pratica nei fatti il valore del rispetto e dell’accoglienza verso ogni minoranza etnica, culturale e religiosa”. “La società civile – prosegue, infatti, il comunicato – deve essere la casa di tutti: la casa richiede situazioni e luoghi identificati e stabili, caratterizzati secondo le diverse convinzioni laiche o religiose. Ciò anche in relazione alla consistenza numerica delle Chiese e comunità religiose attualmente presenti. Luoghi neutri, o solo occasionalmente identificati, non rispondono a questa profonda esigenza di ogni persona”. Secondo la Curia “il diritto di ciascuno di esprimere la propria fede deve essere riconosciuto e tradotto dallo Stato in forme concrete e coerenti. Il criterio è quello del rispetto attraverso forme e luoghi adeguati che valorizzino tutti in nome di un autentico pluralismo”. ” “”Questa decisione – spiega don Giampiero Cernuschi, dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi – è stata un’iniziativa del Sindaco. E la popolazione si chiede ancora i motivi, tanto più che a Pesaro il 99% dei funerali è celebrato con rito cattolico. Non siamo contrari a che le altre confessioni abbiano i loro segni, anzi, ma è giusto che anche i cattolici abbiano i loro. Spetta, poi, al Comune predisporre spazi adeguati”.” “