Imparare a “leggere il futuro nel tè” o scoprire “piccoli incantesimi per conquistare chi vuoi tu”: su queste promesse è imperniata la grande campagna pubblicitaria per il lancio del nuovo mensile della Disney “Witch” (in inglese “strega”) destinato agli adolescenti ed oggi in edicola con il primo numero. A mettere in guardia sui rischi legati al discutibile utilizzo della naturale curiosità giovanile per la magia da parte delle più popolari riviste ad essi dedicate è il giornalista Carlo Climati, che vi ravvisa il pericolo “di aprire le porte ad un mondo pagano, dominato da comportamenti superstiziosi e da veri e propri rituali”. Ma non solo “Witch”; “un’altra pubblicazione della stessa casa editrice – prosegue Climati – ‘Minny and company’, che si rivolge alle bambine, ha proposto argomenti esoterici o tipicamente ‘New age’, e temi simili abbondano nelle più popolari riviste per teen-agers, come ‘Cioè’ e ‘Top girl'”. Quest’ultima, precisa, riporta la testimonianza di due ragazze su “come è bello praticare la magia ed essere in sintonia con l’universo”. Dietro queste mode esoteriche propagandate in alcune riviste per ragazzi si cela, ad avviso di Climati, una trappola: “l’invito a credere che esista una ‘magia buona’, una specie di ‘alleata’ per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni”. Meccanismi profondamente diseducativi “perché rappresentano il trionfo della cultura del non-impegno e del ‘voglio tutto e subito'”. Una propaganda subdola e suadente che fa leva su parole come “amore per la natura, diritti dell’uomo, rispetto per gli altri” utilizzati in modo strumentale e che, conclude il giornalista, esige di non essere sottovalutata attraverso un discernimento critico in grado di riconoscere “i meccanismi che rischiano di condurre i giovani sui sentieri della magia e della superstizione”.