“I vescovi hanno fatto una scelta di fondo: rimanere nel solco dell’evangelizzazione, assumendo la situazione culturale in cui ci troviamo nell’ottica della missione”. Sono parole del nuovo segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, che succede a mons. Ennio Antonelli, ora arcivescovo di Firenze. ” “Il Progetto culturale , secondo mons. Betori, intende “annunciare Cristo nell’areopago del mondo contemporaneo, in cui comunicare la fede diventa difficile per la frattura avvenuta nella tradizione e nella trasmissione della fede: si sono indeboliti il canale della famiglia e altri di rilievo sociale”. È necessario, quindi, per il neo Segretario Generale “riaffermare la dimensione pubblica della fede, senza aver paura di entrare nell’agone con la nostra identità cristiana, in una pluralità di culture”. Un impegno che richiede il “rinnovamento della Chiesa prima di ogni progettualità, accentuandone la dimensione materna che genera, educa, sostiene nella difficoltà; più che di organizzazione e programmi, vogliamo parlare di orientamenti, di un lavoro pastorale in rete diretto a battezzati e non, a famiglie e giovani.” Puntando sulla maturità dei laici, “strumenti vivi del Vangelo nella vita sociale, chiamati stare da cristiani nel mondo”. Non meno intenso l’impegno nella pastorale giovanile che “quando riesce ad incrociare le domande dei giovani è sempre piena di risposte per loro. Il problema è che i linguaggi sono difficili da decifrare dall’una e dall’altra parte”. Vedere, infatti, per mons. Betori “tanti giovani che in modi e linguaggi diversi si accostano al problema della fede porta esperienze nuove nella Chiesa e nella pastorale. Vedere e provare in questo caso può aiutare in futuro anche le nostre pastorali giovanili”.” “