“Non è possibile conoscere la realtà d’Italia se si astrae dalla cultura cattolica, che ha permeato di sé non solo la nostra storia ma anche le costumanze, le istituzioni, la letteratura, l’arte, il diritto, il folclore del popolo italiano: in una parola, il nostro “patrimonio” più prezioso e più incontestabile”. Lo ha detto oggi il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, partecipando al convegno “Il libro di religione: cultura o catechesi?” promosso nell’ambito della Fiera internazionale del Libro dei Ragazzi in svolgimento a Bologna. ” “”La storia di una nazione – ha detto Biffi – non può essere né ignorata né alterata né sottoposta a censure ideologiche, se non si vuol correre il rischio che un popolo si riduca a un’accolta informe e insignificante di individui senza valori radicati e senza messaggi tipici da offrire al consesso delle genti”. Il cattolicesimo, “con la sua inalienabile indole ecclesiale” è, per il cardinale, “consostanziato alla nostra vicenda plurisecolare. E’ indubbio che esso non sia più la religione di stato ma resta tuttavia la ‘religione storica’ della nazione, che ha largamente contribuito a dare un’anima e un volto propri e singolari alla nostra ammirevole civiltà”. Non conoscere, pertanto, “il cattolicesimo nei suoi contenuti ideali, etici, cultuali, vuol dire precludersi un’autentica e sufficiente comprensione dell’italianità”. L’insegnamento della religione cattolica, per Biffi, “il vantaggio di un serio contributo alla formazione umana, attraverso una ‘lettura’ illuminante e ricca di significazione del mistero dell’esistenza”. Un “guadagno culturale” che Biffi suggerisce “anche ai nuovi arrivati, anche se di diversa confessione religiosa”. Non si tratta di proselitismo, ha affermato, “ma del desiderio di rendere meno arduo e meno problematico l’inserimento nel Paese o quantomeno di facilitare il più possibile l’auspicabile convivenza dei nuovi arrivati”.” “