“Ascoltare; conoscere meglio; interpretare la realtà in cui operare; approfondire l’agire della Chiesa nella salute; creare collaborazioni nel mondo della salute; sviluppare forme di solidarietà; costruire una nuova cultura della salute; individuare nuovi percorsi di servizio”. Così mons. Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della sanità, ha presentato oggi a Fiuggi il Convegno nazionale “La Chiesa italiana nel mondo della salute: identità e nuovi percorsi”. “Si tratta – ha continuato mons. Pintor – di dare una risposta puntuale a queste nuove esigenze, non più inderogabili da parte della comunità cristiana”. E davanti ai 659 partecipanti, di cui 359 religiosi e 307 laici impegnati nella pastorale sanitaria, mons. Alessandro Plotti, vice presidente Cei e Arcivescovo di Pisa, ha sottolineato come la “Chiesa abbia bisogno di una nuova identità in un mondo sempre più variegato e complesso, quale è quello della sanità”. Tutto ciò perché “la sanità – ha puntualizzato p. Felice Ruffini, sotto-segretario Pontificio Consiglio per la pastorale della salute – è il punto focale dove si manifestano gli sconvolgimenti, i cambiamenti della società a causa dei problemi economici, dei progetti di riforma istituzionale e delle questioni etiche poste dal dominio sulla vita, sulla morte, sulla sofferenza. È uno spazio decisivo dell’esistenza dell’uomo, che più di ogni altro risente della forte spinta della secolarizzazione”. E continuando: “è anche il terreno dove maggiormente si scontrano o si incontrano la concezione cristiana dell’uomo e quella laica. Più di ieri per la Chiesa essa resta il luogo privilegiato dell’evangelizzazione”.