Si fa più dura la crisi in Macedonia e gli organismi umanitari – tra cui Caritas, Croce Rossa, Acnur e Associazione Madre Teresa – si stanno coordinando per far fronte alla nuova ondata di profughi, che stavolta sono accolti in Kosovo. Massiccio è infatti l’esodo di cittadini macedoni di etnia albanese che si dirigono verso il sud del Kosovo. A Gjilan, Viti, Ferizaj, Prizren, Kaçanik ed Elezhan il numero dei profughi censiti – destinato a crescere quotidianamente – ammonta già a 10.533 unità. Molti altri stanno confluendo, o hanno trovato ospitalità nella zona montuosa di Dragash. “Un clima di grande tensione e precarietà permane anche nella zona sud della valle di Presevo – informa la Caritas italiana -, area a maggioranza albanese in territorio serbo, compresa all’interno della fascia di sicurezza nella quale sono recentemente rientrati i militari di Belgrado. Anche da lì continuano ad affluire in Kosovo moltissimi sfollati di etnia albanese”. Per far fronte all’emergenza alcune organizzazioni internazionali e locali hanno dato vita a un “Quartier generale per l’emergenza rifugiati” (Emergency headquarter for refugees), al cui tavolo di coordinamento partecipano tra gli altri Acnur (Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati), Cicr (Comitato internazionale Croce rossa), Caritas Kosovo A associazione Madre Teresa (l’organismo di assistenza e mutuo soccorso dei kosovari albanesi). Il coordinamento si occupa della registrazione dei profughi per poter accedere agli aiuti umanitari. Quasi tutti sono ospiti di famiglie albanesi kosovare. “In molti casi – ricorda la Caritas -, si tratta di persone che ricambiano l’accoglienza accordata loro durante il conflitto del ’99, quando toccò a loro abbandonare le proprie case e la propria terra. Molti si trovano in piccoli villaggi di montagna al confine con la Macedonia: la maggior parte sono donne, bambini e anziani”. La Caritas italiana, attiva a Ferizaj, è da tempo impegnata in un programma di sostegno a Caritas Kosovo, che distribuisce aiuti, fornisce cibo, vestiario e assistenza medica. Nella distribuzione sono coinvolte anche le parrocchie. Si stanno inoltre organizzando iniziative di animazione per i tanti bambini che hanno dovuto interrompere la scuola.” “” “