SANITÀ: CONVEGNO CEI, PIÙ “ASCOLTO” AI MALATI

“L’ammalato, il disabile può essere nella Chiesa un promotore della fede”. Così Lucia Maiolino, disabile dell’associazione Cvs di Pescara, oggi a Fiuggi al Convegno Cei sul tema: “La Chiesa italiana nel mondo della salute: identità e nuovi percorsi”. “Dinanzi agli sforzi di risolvere la malattia solo con mezzi tecnici – ha aggiungo Gabriella Tabarini, volontaria della diocesi di Verona – spesso si presta poca attenzione ai malati”. Parole forti anche quelle di Alberto Taccia, pastore valdese di Torino: “La salute – ha detto – non è l’assenza di malattia, ma anche e, a volte soprattutto, la capacità di accettare la malattia, con la chiara coscienza che questa non è punizione di Dio per i propri peccati. Non bisogna rassegnarsi; non bisogna mai perdere la propria identità”. “È l’ascolto – ha affermato Ornella Scaramuzzi, operatrice pastorale della diocesi di Bari – la migliore medicina. Per questo oggi è quanto mai necessario costituire un gruppo di mutuo aiuto per aiutare le persone che si trovano in condizioni di grave disagio”, creando un legame tra pazienti, medici e familiari. Un’esigenza, questa, da tempo accolta da Marco ed Ada Vespa, due coniugi di Cagliari, che hanno deciso di vivere il loro matrimonio, fondando l’Associazione bambini celebrolesi. “Il nostro scopo – hanno spiegato – è di fornire un aiuto e un supporto morale alle famiglie dei bambini colpiti da gravi malattie celebrali, promuovendo una cultura del dare”. Le stesse motivazioni hanno spinto Maria Grazia Stefanin, rappresentante dell’Associazione Salus di Pisa, ad essere vicina ai malati di Aids. “Occorre – ha fatto notare – avvicinare i malati, mettendo nel cassetto i nostri pregiudizi; cercando di capire ciò che loro si attendono da noi”.