La povertà, oggi, “non è soltanto un fatto economico e materiale”: esistono “larghe zone di insensibilità morale, frequenti casi di smarrimento e quasi di disintegrazione delle coscienze” che talvolta danno luogo ad “eventi tragici e abominevoli” in grado di scuotere l’opinione pubblica. A lanciare l’allarme sul “vuoto etico” dei mass media e di “ampi settori della cultura” è stato oggi il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo in Vaticano i lavori della XVIII Assemblea generale dei vescovi italiani. Ruini ha invitato, in particolare, a chiedersi quanto incidano sui comportamenti “immagini e modelli di vita negativi e corruttori del senso morale, proposti con disinvoltura e anche ostentata insistenza dalla televisione e dagli altri mezzi di comunicazione”. Riferendosi, inoltre, ai nuovi Orientamenti della Chiesa italiana per il prossimo decennio – che verranno esaminati e possibilmente approvati nel corso dell’assise episcopale in corso fino al 18 maggio – il presidente dei vescovi italiani ha sottolineato che In un contesto sociale e culturale in cui “ben poco può esser dato per sicuro o per scontato”, bisogna “costruire passo dopo passo una rinnovata intelligenza della fede, sia nelle grandi elaborazioni del pensiero sia in quel quotidiano e capillare impegno educativo delle persone, delle famiglie e delle comunità che è parte essenziale della pastorale della Chiesa”. Per combattere “i processi di secolarizzazione e scristianizzazione” in atto, ha proseguito Ruini, occorre “impegnarci con speciale responsabilità nell’evangelizzazione e inculturazione della fede”, nella prospettiva del “progetto culturale” e con un “forte impegno sul versante della comunicazione sociale”. Tutto ciò in dialogo con l’attuale “cultura pubblica”, spesso “distante dalla vita e dagli interessi reali delle persone e delle comunità, con il rischio concreto di impedire una genuina formazione delle coscienza”.