ASSEMBLEA CEI: CARD. RUINI, L’EUROPA UNITA HA BISOGNO DEL CRISTIANESIMO

A pochi mesi dall’entrata in vigore dell’euro, è necessario proseguire nel “grande impegno per l’unità dell’Europa che ha caratterizzato, fin dall’immediato dopoguerra, sia la politica italiana sia il sentire del nostro popolo”. Lo ha detto oggi il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi in Vaticano i lavori della XVIII Assemblea generale dei vescovi italiani. “Come Chiesa e come cristiani – ha spiegato il cardinale – siamo chiamati a dare tutto il nostro contributo perché l’Europa che si va edificando sia tenuta insieme anzitutto dal suo comune patrimonio di cultura e di valori, dove il cristianesimo ha avuto e continua ad avere un ruolo di primario rilievo”. L’unità europea, ha precisato il presidente della Cei, non può consistere né “in una forzata omologazione” della storia, delle tradizioni e del “genio” di ogni nazione, né “in un livellamento verso il basso” della legislazione e delle istituzioni, “che pretenda di imporre a tutti quelle derive contrastanti con la natura e la dignità dell’essere umano che sembrano prevalere in alcuni Paesi”. L’Europa unita, ha concluso il cardinale, “deve essere aperta al mondo, ispirandosi ad un atteggiamento di concreta solidarietà, specialmente verso i popoli più poveri o comunque conculcati nei loro diritti fondamentali”, adottando “un codice etico comune” in grado di salvaguardare il patrimonio culturale di ciascun popolo e i “valori umani universali” alla base di ogni cultura, per scongiurare così i pericoli di un uso distorto della globalizzazione. Aprendo la prolusione, Ruini ha definito il recente viaggio del Papa in Grecia, Siria e Malta “una ulteriore grande pagina della straordinaria avventura spirituale” del Giubileo, utile soprattutto “per ricostruire rapporti di fraternità con la Chiesa ortodossa di Grecia e per incrementare quelli già esistenti con le Chiese ortodosse di Siria; per aprire le vie di una più profonda comprensione tra il cristianesimo e l’Islam; per riaffermare che anche in Medio Oriente è possibile la pace, nella giustizia e nel rispetto dei diritti della persona e di ciascun popolo”. ” “” “” “