ASSEMBLEA CEI: CARD. RUINI, PIÙ “STABILITÀ” E “COERENZA” IN POLITICA

“Non è nostro compito esprimere un giudizio sui risultati, e del resto sarebbe comunque troppo presto per una ponderata valutazione”. Aprendo oggi, in Vaticano, i lavori della XLVIII Assemblea generale della Cei, il card. Camillo Ruini, presidente dei vescovi italiani, si è espresso in questi termini sulle elezioni politiche di ieri, formulando per l’immediato futuro l’auspicio di “un congruo periodo di stabilità” e del superamento delle “asprezze del confronto elettorale, per un lavoro proficuo con il comune obiettivo del bene dell’intero Paese, pur nella diversità degli orientamenti politici e dei ruoli di governo e di opposizione”, in modo che l’Italia esca “dalla già troppo lunga fase di transizione”. “Le polemiche che hanno caratterizzato la campagna elettorale – ha aggiunto il cardinale – non devono indurre i cittadini a dubitare della legittimità e democraticità delle nostre istituzioni”, anche se “è assai spiacevole che per carenze e imprevidenze organizzative l’esercizio del voto sia diventato faticoso, e in alcuni casi problematico, per molti cittadini”. Riguardo all’atteggiamento della Chiesa, Ruini ha ribadito la “ferma determinazione di non coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito” e la volontà di “dare tutta la propria collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese”. Il compito della Chiesa, in questo contesto, è di “proporre quei valori e contenuti, imperniati sul primato e sulla centralità della persona umana”, che non sono “astratti e ideali”, ma possono diventare “punti di riferimento precisi anche per la concreta azione politica”. E un appello alla “coerenza” il presidente della Cei lo ha rivolto a “coloro che hanno le principali responsabilità per il bene comune”, ma anche ad “ogni cittadino di buona volontà”, e in particolare “ai cattolici impegnati in politica”, chiamati a operare le loro scelte “sulla base di una convinta adesione a tutto l’insegnamento sociale della Chiesa, senza indebite selezioni”, specialmente quando sono in gioco “aspetti essenziali e irrinunciabili della concezione dell’uomo e dell’assetto della società”. ” “” “