“La clonazione è ancora in mano a scienziati e tecnologi che vogliono soddisfare i loro capricci, e a politici che non sono competenti in materia”. È la denuncia del gesuita padre Angelo Serra, docente emerito di genetica umana presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, intervenuto sabato scorso al convegno “L’embrione: una persona umana”, promosso a Roma dal Centro pastorale Logos presso l’Ateneo pontificio Regina Apostolorum. “Negli Usa l’ipotesi di clonazione umana per ora è stata condannata perché sarebbe un esperimento prematuro e rischioso: ma non si tratta di un chiaro ‘no'”. Una situazione analoga a quella della fecondazione in vitro, “ancora priva di regolamentazioni precise perché manca un impegno serio di coloro che dovrebbero decidere in proposito – ha proseguito -. Dal punto di vista deontologico, i medici dovrebbero rifiutarsi di sottoporre 90 pazienti su 100 a cure e trattamenti dolorosi che non portano a nessun esito”. Infatti solo il 10 per cento delle aspiranti mamme riescono ad avere un figlio. “Di solito un farmaco non arriva sul mercato se fa male alla maggioranza dei malati – ha commentato il gesuita -. Ma il campo della riproduzione assistita è diventato un vero commercio e una speculazione: solo negli Stati Uniti viene praticata in 250 cliniche”.