Per il futuro della Chiesa, ci vogliono “cristiani animati da una fede adulta, costantemente impegnati nella conversione, infiammati dalla chiamata alla santità, capaci di testimoniare con umiltà e mitezza il Vangelo, consapevoli di essere chiamati, prima che a portare dei valori, a rendere visibile nella storia il volto del Signore, conformando la loro vita alla sua e testimoniando sulle sue tracce la loro piena solidarietà con gli uomini”. Lo ha detto mons. Renato Corti, vescovo di Novara e vicepresidente della Cei, illustrando oggi ai giornalisti il dibattito svoltosi tra i vescovi sui nuovi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, al centro dei lavori della XLVIII Assemblea generale dei vescovi italiani, in svolgimento in Vaticano fino al 18 maggio. Corti si è soffermato sulla necessità, per le comunità locali, “di maturare una fede adulta e ‘pensata’, capace di tenere insieme i vari aspetti della vita”: in una società in cui “operano forme culturali di agnosticismo e persino di nichilismo, col risultato di diffondere indifferenza nei confronti delle domande di fondo” e in cui “la società multimediale, che ci investe di mille immagini ed emozioni, mette a rischio la nostra capacità di interiorizzare gli eventi, fino a trovarvi un senso”, la comunità ecclesiale, nella sua vita quotidiana, deve impegnarsi a comunicare la fede soprattutto ai giovani e alle famiglie. Ai primi, ha sottolineato il vicepresidente della Cei, attraverso veri e propri “laboratori della fede”, luoghi in cui “si educa il gusto per l’ascolto della Parola di Dio, per la preghiera, la capacità di leggere il mondo con attenzione a tutto ciò che è umano, il coraggio di assumersi delle responsabilità, a cominciare da quella nei confronti di se stessi”. La “comunità eucaristica” – quella, cioè, dei cristiani praticanti – deve saper, invece, “accompagnare” la famiglia “annunciando il matrimonio cristiano, approfondendo le ragioni e le vie di uscita dalle difficoltà, favorendo la solidarietà tra le famiglie, elaborando nuove forme di ministerialità”. ” “L’assemblea generale ha eletto mons. Paolo Rabitti, vescovo di S.Marino-Montefeltro, presidente della Commissione episcopale per il laicato. Succede a mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, che è diventato presidente della Commissione episcopale della Basilicata.” “