“Il dinamismo missionario delle nostre comunità può esprimersi e crescere anche attraverso una rinnovata attenzione ai battezzati che, pur non avendo rinnegato il loro battesimo, spesso stanno ai margini della comunità ecclesiale”. Illustrando oggi ai giornalisti il dibattito sui nuovi Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, al centro della XVIII Assemblea generale dei vescovi italiani, in svolgimento in Vaticano fino al 18 maggio, mons. Renato Corti, vescovo di Novara e vicepresidente della Cei, ha invitato la comunità cristiana ad elaborare “nuovi itinerari pastorali” per i cosiddetti “credenti della soglia”, tra cui “gli adulti che chiedono il battesimo”, molti dei quali sono “immigrati non cristiani”. “I cristiani più consapevoli – ha aggiunto Corti – , insieme con le loro comunità, devono immaginare e offrire forme di dialogo e di incontro con tutti coloro che non sono partecipi dei cammini ordinari della comunità”, a cominciare dai “momenti in cui concretamente le nostre parrocchie incontrano” queste persone. Per raggiungere tale obiettivo, ha sottolineato il vicepresidente della Cei, “è indispensabile la presenza significativa dei fedeli laici in tutti gli ambienti di vita: luoghi di lavoro, università, scuole”, in modo da “rilanciare una pastorale d’ambiente sempre più necessaria per ridare respiro alla comunità battesimale e per raggiungere quanti sono in attesa dell’annuncio cristiano”. La parrocchia, in questo contesto, “dovrà ripensare la propria forma di presenza e il suo rapporto con il territorio”, attraverso “un’azione concertata con associazioni, movimenti e gruppi, in particolare con le associazioni professionali di ispirazione cristiana”. ” “” “