GIOVANNI PAOLO II, NUOVA SUPPLICA PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE

Il Santo Padre, durante l’odierna catechesi del mercoledì, ha rinnovato la supplica per la pace in Medio Oriente, già espressa nei giorni scorsi sulle Alture del Golan, “spinto anche, purtroppo, dalla drammatica situazione attuale, che diventa sempre più preoccupante”. “Il mio spirito è rimasto là – ha detto oggi il Papa -, e la mia preghiera continua e non cesserà fino a quando la vendetta cederà il posto alla riconciliazione e al riconoscimento dei reciproci diritti”. Ripercorrendo le tappe del suo recente viaggio in Grecia, Siria e Malta – che ha descritto come “un indimenticabile ‘ritorno alle sorgenti’, ove attingere la freschezza dell’iniziale esperienza cristiana -, Giovanni Paolo II ha ringraziato le varie autorità e personalità del mondo ortodosso e islamico che l’hanno accolto durante il viaggio. Ha ricordato poi “l’affetto e la stima della Chiesa cattolica” nei confronti della Chiesa ortodossa, “col desiderio che la memoria delle colpe passate contro la comunione venga pienamente purificata e lasci spazio alla riconciliazione ed alla fraternità”. Quindi ha riaffermato “la sincera apertura con cui la Chiesa si rivolge ai credenti dell’Islam, ai quali ci unisce l’adorazione dell’unico Dio”, ribadendo più avanti che “il dialogo interreligioso con l’Islam diventa sempre più importante e necessario”. L’Areopago di Atene, in particolare, “è diventato in un certo senso l'”areopago del mondo” – ha affermato -, da dove il messaggio cristiano della salvezza viene riproposto a tutti coloro che cercano Dio e sono ‘timorati’ nell’accogliere il suo inesauribile mistero di verità e d’amore”. Il Papa ha anche ricordato, “con intima commozione”, l’incontro di preghiera nella cattedrale greco-ortodossa di Damasco, auspicando che “i giovani cristiani, musulmani ed ebrei possano crescere insieme come figli dell’unico Dio”. Giovanni Paolo II ha concluso il suo intervento sottolineando il valore della santità: “Nel vasto oceano della storia – ha detto -, la Chiesa non teme le sfide e le insidie che incontra nella sua navigazione, se tiene fermo il timone sulla rotta della santità, verso la quale l’ha indirizzata il Grande Giubileo del Duemila”.” “” “” “