SALUTE: AIFO, “LA LEBBRA NON È VINTA, PERPLESSITÀ SUI DATI DELL’OMS”

“La lebbra non è vinta”: ad affermarlo è l’Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follerau), mettendo in discussione i dati diffusi ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità che annunciava la riduzione della lebbra a “livelli bassissimi”, tranne che che nei sei Paesi dove la malattia è maggiormente endemica (India, Brasile, Madagascar, Mozambico, Myanmar e Nepal). L’Aifo – che opera in 50 Paesi e ha destinato negli ultimi dieci anni oltre 30 miliardi nella lotta alla malattia – elenca le ragioni per cui la lebbra non è stata ancora definitivamente sconfitta: “Significative aree del pianeta non sono state ancora coperte dal trattamento farmacologico; sono 25 i Paesi in cui la malattia è ancora endemica; la malattia ha un andamento cronico con un’incubazione lunghissima (anche vent’anni); più di 10 milioni di persone, pur avendo ultimato il trattamento farmacologico, vivono con disabilità provocate dall’hanseniasi. Tra loro sono ben pochi coloro che possono beneficiare di piani di reinserimento sociale, per cui spesso rimangono bollati dalla società come ‘lebbrosi'”.” “Il dott. Deepak, direttore del Dipartimento medico scientifico dell’Aifo, ricorda che “ogni giorno nel mondo vengono registrati circa 2000 nuovi casi di lebbra, ma noi, operatori sul campo, sappiamo che sono tantissimi quelli non identificati. Con questi elementi il trionfalismo dei toni usati dall’Oms genera molte perplessità”. Secondo dati Aifo sono circa 740.000 i nuovi casi registrati nel 1999, tra cui 80.000 bambini. 250.000 persone hanno già subìto danni permanenti che li renderanno disabili a vita.” “” “