“Giunti a un bivio decisivo del rinnovamento del nostro Paese, auspichiamo che, dopo aver messo mano all’aratro, il 13 maggio si abbia il coraggio di andare avanti. Senza voltarsi indietro”. Lo scrive padre Bartolomeo Sorge, direttore di Aggiornamenti Sociali, sull’editoriale che apre il numero di maggio. Il direttore traccia un bilancio dell’ultima legislatura ed osserva: “Negli anni della ‘transizione’, e in particolare durante l’ultima legislatura, sono stati compiuti passi decisivi che hanno avviato l’Italia verso una democrazia più matura. Alcune scelte sono rimaste incompiute, non solo per le difficoltà interne alla maggioranza e per l’ostruzionismo dell’opposizione, ma anche perché la loro attuazione richiede obiettivamente tempi medio-lunghi”. Il confronto elettorale tra i due opposti schieramenti si gioca, a parere di padre Sorge, “sulla valutazione da dare del cammino degli ultimi anni: è stato solo una parentesi da chiudere al più presto, per riprendere il discorso interrotto dalla crisi politica degli anni Novanta, oppure è stato un netto progresso verso la democrazia dell’alternanza, che consente maggiore stabilità di Governo e una più efficace azione riformatrice, da proseguire con coraggio? Andare avanti o voltarsi indietro?”. Sta qui la “vera posta in gioco” delle lezioni del 13 maggio e la differenza tra i due Poli non verte tanto sulla lista delle cose da fare nella prossima legislatura quanto sul modello stesso di società e di Stato che i due schieramenti intendono seguire. “Quale Italia – chiede il direttore – vogliamo costruire?”. A questo proposito, padre Sorge ribadisce la “doverosa equidistanza” della Chiesa dalle diverse forze politiche e che i cattolici da un lato “non dovranno mai venir meno al rispetto della laicità della politica e al dialogo con tutti gli uomini di buona volontà, dall’altro, però, non esiteranno a testimoniare nei fatti che esiste uno stile cristiano nell’agire politico”.