Quello del Papa in Grecia è “il viaggio più difficile”. Ad affermarlo, citando parole degli organizzatori vaticani, padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia internazionale Fides. Una difficoltà non dovuta all’età del Pontefice, quanto piuttosto alle “divisioni millenarie, schemi mentali atrofizzati, scontri passati e guerre presenti”. ” “”In un mondo dove i conflitti interreligiosi e di civiltà sembrano emergere con più forza – scrive Cervellera nel suo editoriale – il Papa accetta di penetrare come amico fino al cuore della moschea musulmana Ommayyade. Questa visita pone le basi per un rapporto con l’Islam nel XXI secolo”. Questa amicizia, per Cervellera, “può servire al rispetto e alla convivenza fra siriani e libanesi, palestinesi e israeliani”. “Il faticoso passo del Papa – prosegue – è pieno di certezza e speranza. Tutto può essere superato: le invasioni crociate, le chiese requisite, le tentazioni del terrorismo. Il passo incerto del Papa è pieno della certezza che la pace è possibile ed è fondata su Dio”.” “Il pellegrinaggio in Grecia “è abbracciato dalla stessa certezza”. “Rattrista – afferma il direttore di Fides – che le difficoltà maggiori vengano da settori cristiani della società, che hanno organizzato manifestazioni contro il Papa. Esso però pone le basi dell’ecumenismo del Terzo Millennio. Giovanni Paolo II accetta questo cammino umiliante per testimoniare che ciò che unisce i cristiani, Gesù Cristo, è più grande delle pompe e degli onori. I frutti di tale abbassamento si potranno vedere nei secoli a venire”. “Il viaggio a Malta ce ne dà un assaggio. I cristiani di Malta hanno subito dominazione islamica, colonialismo inglese, guerre. E rimangono vivi: i loro missionari e missionarie sono diffusi su tutta la terra. All’inizio del terzo Millennio non c’è parabola più significativa sul programma di questo Papa e dei cristiani per il futuro: ecumenismo della carità, dialogo con le religioni, missione planetaria” nello stile di san Paolo. ” “