“Una felice occasione per incrementare l’intesa con i fratelli ortodossi, favorendo un ulteriore avanzamento nel cammino verso la piena unità dei cristiani”, ma anche un modo per “rafforzare il dialogo interreligioso con i seguaci dell’Islam, promuovendo l’impegno di una convivenza operosa e pacifica”. Così Giovanni Paolo II, rivolgendosi agli oltre 20 mila pellegrini radunati in piazza S. Pietro per la consueta udienza settimanale, ha definito oggi il suo prossimo viaggio in Grecia, Siria e Malta, in programma dal 4 al 9 maggio. Per il suo 93° viaggio apostolico fuori dall’Italia, il Santo Padre ha chiesto ai fedeli di accompagnarlo “con la preghiera”, in modo da poter portare a compimento “il desiderio, da me espresso nella prospettiva del Grande Giubileo del Duemila, di andare personalmente a pregare là dove si è concretamente manifestata l’iniziativa di Dio per la salvezza dell’uomo”. Dopo il Sinai e la Terra Santa, infatti, il Papa concepisce il suo prossimo viaggio come “un ritornare alle radici della Chiesa, perché ad esse occorre continuamente riferirsi per rimanere totalmente fedeli al disegno di Dio”. Giovanni Paolo II, infine, ha ripercorso idealmente le tappe del viaggio papale, che comprenderà “alcune città legate in modo particolare alla vicenda di san Paolo”: Atene, “nel cui areopago egli pronunciò un discorso molto illuminante circa l’incontro del messaggio evangelico con una cultura importante come quella greca”; Damasco, “luogo che evoca la conversione di Saulo”; Malta, “dove l’Apostolo delle genti naufragò mentre veniva portato prigioniero a Roma”. ” “” “