NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana

E’ stata una assemblea molto operosa, quella appena conclusa della Cei. E si intreccia con il concistoro nell’impegno di “prendere il largo”, secondo la felice formula del papa, che ha scandito l’inizio del nuovo millennio. Proprio in questa cornice l’assemblea ha approvato gli orientamenti pastorali per il primo decennio del duemila, intorno all’impegno di comunicare la fede in un momento di accelerato cambiamento culturale. ” “Più sui media che nei lavori in aula diverse sollecitazioni sono venute anche dal momento immediatamente post-elettorale. Da questo punto di vista sono da sottolineare due punti: un dato acquisito e uno spunto problematico.” “E’ emersa con chiarezza la linea delle relazioni tra Chiesa e politica italiana: la Chiesa non “parteggia”, ma, soprattutto proprio in un quadro di “alternanza” bipolare, richiama i grandi valori che sono anche i grandi nodi programmatici per una politica che pensi prima di tutto agli interessi delle persone. Questo dato, con il connesso appello all’impegno politico ed il richiamo alla coerenza per i cattolici eletti ed impegnati nelle diverse formazioni politiche, è ormai riconosciuto ed acquisito, pur scontando le inevitabili polemiche o i tentativi di strumentalizzazione, dalla gran parte dell’arco politico italiano.” “Ma il discorso non si chiude qui, sulla politica dei partiti e degli schieramenti. Proprio la storia e l’identità dei cattolici in Italia pongono la questione dei contenuti e quella connessa delle politiche pubbliche, cioè delle concrete scelte che evidentemente non riguardano soltanto i decisori politici, ma tutti gli attori presenti e vivi nella società. ” “Ci sono a questo proposito due punti di riferimento, il progetto culturale, nelle diverse iniziative in cui ormai va articolandosi, e l’insegnamento sociale, la “dottrina sociale della chiesa”. Possono rappresentare un persuasivo “contenitore” per un lavoro di elaborazione e di sviluppo. Che si intreccia evidentemente con un altro problema strutturale oggi, l’impegno dei laici nella loro dimensione più propria, che è quella “estroversa” nella società. Qui appunto c’è molto da fare, proprio tenuto conto delle “novità” strutturali ormai emerse: non solo la nuova articolazione del sistema politico italiano, di cui ormai sono state “prese le misure”, ma proprio le nuove forme della politica.” “Su quest’ultimo crinale, lo sviluppo del progetto culturale e l’avvio degli orientamenti pastorali per gli anni duemila potranno creare le condizioni per indicare nuovi percorsi di investimento e di iniziativa, costruiti con il contributo di tutti i soggetti vivi ed operanti nella Chiesa e nella società.” “” “