ASSEMBLEA MONDIALE DELLA SANITÀ: MONS. BARRAGÀN, “NO AL MONOPOLIO DELLE CASE FARMACEUTICHE”

Una “globalizzazione del mondo della salute in piena solidarietà” con i Paesi in via di sviluppo è stata auspicata nei giorni scorsi da mons. Javier Lozano Barragàn, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale della salute e capo della delegazione della Santa Sede che ha partecipato alla 54ª Assemblea mondiale della sanità che si conclude oggi a Ginevra. Mons. Barragàn ha posto in evidenza il tema dell’accesso ai farmaci per tutte le popolazioni, suggerendo nel suo intervento – reso noto oggi dalla Sala Stampa vaticana – alcune linee concrete di azione: “differenziare il prezzo dei farmaci a seconda della destinazione al mercato dei Paesi industrializzati o ai Paesi in via di sviluppo. Allargare la lista dei farmaci generici. Promuovere legislazioni nazionali e accordi internazionali per contrastare il monopolio di poche imprese farmaceutiche e abbattere così i prezzi, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo. Favorire accordi per un adeguato trasferimento di tecnologie sanitarie a questi Paesi”. Questo perché, ha ribadito mons. Barragàn, “le cure mediche di base appartengono ai diritti fondamentali dell’uomo. Come mezzo per promuoverle si dice oggi che la proprietà intellettuale dei nuovi farmaci può favorire la ricerca e produzione di farmaci sempre migliori”. Ma la brevettabilità dei farmaci, ha sottolineato, non deve avere “ripercussioni negative nei Paesi in via di sviluppo”. In questo senso, ha precisato, “la Chiesa cattolica riconosce la legittimità della proprietà privata dei beni della terra e dei mezzi di produzione, però allo stesso tempo afferma che questo diritto non è assoluto e rimane subordinato alla destinazione universale degli stessi”. Per questo la Chiesa “accetta la proprietà intellettuale”, a patto che sia “sempre orientata verso il bene comune internazionale della salute”, secondo le regole di una “adeguata legislazione nazionale e internazionale”.