“Offrire uno specifico contributo all’esito positivo della riforma in atto nel nostro Paese”: questo, spiegano i promotori, l’intento principale del Terzo Rapporto sulla scuola cattolica in Italia, che verrà presentato ufficialmente oggi a Roma (ore 16, Pontificia Università Lateranense). Al fine di “poter offrire un apporto originale e di qualità a tutto il sistema di istruzione e di formazione”, ribadisce il Centro Studi per la Scuola Cattolica della Cei, che ha curato il volume, per la scuola cattolica è necessario salvaguardare “la propria originale identità pedagogica e gestionale come espressione della società civile in un contesto pluralistico”; rinnovando al tempo stesso “le linee ispirative di fondo del proprio impegno”. Al centro del Rapporto, il tema della “qualità” delle scuole cattoliche, che va “monitorata” e verificata attraverso un apposito “sistema di valutazione” che preveda modelli di certificazione e di accreditamento. Una novità significativa della ricerca, che si riferisce ad un’indagine svolta tra le scuole cattoliche dal giugno 1998 al dicembre 2000, consiste nel fatto che essa ha per oggetto il complesso della scuola cattolica italiana considerato contemporaneamente nel suo insieme e nelle sue articolazioni interne, riguardanti tutti i segmenti del percorso scolastico preuniversitario e della formazione professionale, in continuità con gli impegni presi nella recente Assemblea sulla scuola cattolica, svoltasi nel 1999. Secondo i dati più recenti della Fidae (Federazione istituti di attività educative), gli Istituti cattolici presenti in Italia sono 11211 di cui 298 centri di formazione professionale; i docenti sono oltre 53 mila, gli alunni più di 845 mila. ” “” “