C’è stata una larga partecipazione ai ballottaggi, in particolare per i comuni: il fisiologico calo rispetto al primo turno si è arrestato al 70,9% (contro il 79,2%). Sul piano dei risultati, in particolare nelle tre maggiori città, non c’è stato l’effetto – traino dell’affermazione di Berlusconi alle politiche. Il bilancio dei sindaci è così largamente positivo per la coalizione di centrosinistra; si conferma inoltre, in particolare con i risultati dei centri medio-piccoli, un discreto radicamento del centro-destra. Significativi sono anche i casi di alternanza, che rappresenta il sale (e sostanzialmente la ragion d’essere) di ogni sistema maggioritario.” “Gli italiani scelgono con attenzione, districandosi nella selva oscura dei diversi sistemi elettorali per i diversi livelli istituzionali, dando risposte differenziate alle diverse sollecitazioni dell’offerta politica. Nello stesso tempo si conferma il sostanziale equilibrio tra le grandi aggregazioni, per cui sono evidentemente risolutive, oltre che i programmi ed i risultati, le diverse scelte di coalizione delle forze politiche, in particolare, evidentemente Rifondazione comunista. Questo passaggio elettorale comunque ha posto alle forze politiche molti motivi di riflessione. Prima di tutto ai “non allineati” del primo turno amministrativo e delle politiche, poi di fatto aggregatisi – con l’eccezione dei radicali – nelle due maggiori coalizioni. ” “Si confermano anche in prospettiva le questioni a proposito degli equilibri interni delle due coalizioni. Nel centro-sinsitra i prossimi mesi saranno molto importanti nel definire le identità dei partner maggiori, i DS e la Margherita, ma anche dei soggetti minori. Nel centro-destra è soprattutto la Lega a interrogarsi sul suo futuro. Anche e soprattutto un sistema maggioritario ha bisogno di soggetti politici adeguati e forti.” “Dopo tanti appuntamenti elettorali, programmi e promesse, la parola passa comunque ai fatti. E’ il tempo del lavoro, per i sindaci (e di presidenti di provincia) appena eletti e soprattutto per il governo. E conseguentemente quello della verifica, secondo una interpretazione concretistica e funzionalistica del maggioritario, che si va ormai affermando, in particolare a livello locale, elezione dopo elezione.” “Solo alla prova dei fatti insomma si potranno sciogliere gli interrogativi sulla transizione italiana che da troppi anni non hanno risposta. Tanto più che la situazione internazionale e la stessa competizione tra i partner europei incalza ad individuare prospettive di sviluppo complessivo e coeso del sistema paese.” “” “” “