“Invitiamo le compagnie petrolifere operanti in Sudan a divenire una forza per il bene e a sospendere le loro operazioni fino a quando non ci sarà la pace. Invitiamo i governi europei a scoraggiare attivamente gli investimenti nel settore petrolifero sudanese come passo indispensabile verso la pace nel paese”. E’ l’appello oggi a Milano dalla Campagna italiana per la pace e il rispetto dei diritti umani in Sudan, alla quale aderiscono, fra gli altri, Acli, Caritas Italiana, Missionari Comboniani, Mani Tese e Pax Christi.” “Dal 1983 il Sudan è martoriato da una guerra che vede contrapposti il governo del nord di Khartoum e quello del Sud controllato dall’Spla (Esercito di liberazione popolare del Sudan).” “”Il petrolio”, ha affermato Tonio Dell’Olio, coordinatore della Campagna, “sta segnando la differenza in questo conflitto, che finora ha causato la morte di due milioni di persone e 4 milioni di profughi”.” “”I proventi della vendita del petrolio”, ha spiegato Dell’Olio, “permettono al governo di Karthoun di acquistare armi e nelle regioni dei pozzi petroliferi si sta verificando ad un vero e proprio esodo forzato della popolazione”. Fra le compagnie petrolifere coinvolte, la Talisman (Canada), la OMV (Austria). la China national petroleum e il gruppo TotalElfFina. ” “” “” “