NON VIOLENZA: AL CONGRESSO DI PAX CHRISTI IL “DECALOGO QUOTIDIANO” DEL CARDINALE PIOVANELLI

Il cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, intervenendo al congresso nazionale di Pax Christi che si è svolto nei giorni scorsi a Marina di Massa, ha invitato i pacifisti che interverranno al summit dei G8 a “trovare un modo diverso da quello dei barricaderi di professione per opporsi a quel pensiero unico iper-liberista e illiberale che troppo spesso nasconde dietro l’etichetta ‘globale’ interessi assai particolari”. Il messaggio cristiano – ha sottolineato – “può aiutare l’umanità inquieta a raggiungere la pace”. Per il cardinale Piovanelli “la sconfitta della violenza non passa attraverso la violenza. La non violenza opera un cambiamento più profondo che non la distruzione operata dalle armi. Bisogna dunque lasciar cadere le armi dalle nostre mani. Non si può amare con le armi offensive in pugno”. E mentre ha auspicato la creazione di un corpo di Polizia a livello europeo e internazionale, ha proposto una sorta di decalogo per la vita d’ogni giorno: “Compra le cose necessarie, non cedere alle offerte e alle pubblicità; usa il televisore come il ferro da stiro e la lavatrice; muoviti il più possibile a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici; fai la raccolta differenziata dei rifiuti o impegnati perché venga realizzata; prova a tenere il tuo bilancio e metti sempre in bilancio la parte dei poveri”. A proposito del commercio di armi il cardinale Piovanelli ha ricordato che “il budget annuale di materiale bellico supera di due volte l’insieme di tutti gli stanziamenti per l’educazione e la sanità effettuati nei Paesi in via di sviluppo. L’Italia partecipa in modo consistente alla produzione e al commercio di armi e le spese militari fanno guadagnare i Paesi produttori più ricchi sulla pelle e sul sangue dei paesi più poveri”. Insieme ad altri movimenti e associazioni, Pax Christi continuerà nei prossimi mesi le campagne per la pacificazione nel Sudan, per il rispetto dei diritti umani, contro le mine anti-persona e le armi-leggere, per l’obiezione alle spese militari, oltre alla collaborazione con il Pontificio Consiglio “Justitia et Pax” e gli uffici della Conferenza episcopale italiana. Confermata anche la tradizionale marcia della pace del 31 dicembre.