PAPA GIOVANNI: MONS. CAPOVILLA, “NESSUNA MANOMISSIONE” SULLE DICHIARAZIONI DEL CONCILIO

“Se qualche traduttore avesse eliminato per negligenza anche solo una virgola, sarebbe doveroso rettificare, chiarire, completare”. Ha commentato così mons. Loris Capovilla, già segretario particolare di Papa Giovanni XXIII, la recente polemica su alcune dichiarazioni di Papa Roncalli in apertura del Concilio Vaticano II, che secondo l’Osservatore romano sarebbero state “manipolate in senso progressista” nella traduzione italiana delle dichiarazioni conciliari. Intervenendo all'”Atto culturale” promosso oggi, a Roma, dalla Pontificia Università Lateranense, in memoria dei Beati Pio IX e Giovanni XXIII, mons. Capovilla ha ribadito che la dottrina del “depositum fidei” fu centrale nel Concilio, il cui scopo principale – come disse Papa Giovanni – era quello di far sì che la “dottrina certa e immutabile, a cui va l’omaggio della nostra fede, venga approfondita e proposta secondo i criteri e le esigenze del nostro tempo”. Essenziale, quindi, rimane la traduzione (dal latino) delle parole del “Papa buono” fatta dall’allora card. Montini: “Altro è il deposito della fede, ossia il complesso delle verità conte ute nella nostra veneranda dottrina e altro è il modo con cui tale verità vengono formulate, in continuità, si intende di senso e di interpretazione”. Un concetto, questo, ha concluso mons. Capovilla, ripreso da Papa Giovanni perfino durante la sua agonia: “Le circostanze odierne, le esigenze degli ultimi cinquant’anni – disse, infatti, in punto di morte -, l’approfondimento dottrinale ci hanno condotto dinanzi a realtà nuove, come dissi nel discorso di apertura del Concilio. Non è il vangelo che cambia: siamo noi che cominciamo a comprenderlo meglio”. Il 3 giugno prossimo, le spoglie del Beato Giovanni XXIII verranno esposte in piazza S. Pietro, per la Messa di Pentecoste celebrata dal Papa. ” “” “